📰 La storia del codice QR: da Toyota agli smartphone

L’invenzione del codice QR: una soluzione industriale
Il codice QR — abbreviazione di Quick Response code — nasce in Giappone nel 1994, in un contesto molto diverso da quello odierno.
All’epoca, l’azienda Denso Wave, una filiale di Toyota, cercava un modo più rapido e affidabile per tracciare i pezzi delle automobili durante l’assemblaggio.
I codici a barre tradizionali non erano più sufficienti: potevano contenere solo poche informazioni e dovevano essere letti in una sola direzione.
Un ingegnere di Denso Wave, Masahiro Hara, ebbe allora l’intuizione di creare un codice bidimensionale in grado di contenere oltre cento volte più informazioni rispetto a un semplice codice a barre.
Così nacque il codice QR.
Un formato libero e aperto
Uno dei motivi principali del successo del codice QR è che Denso Wave decise di non brevettare in modo esclusivo la tecnologia.
Ciò significa che il formato è rimasto gratuito e accessibile a tutti, permettendo un’adozione massiccia in molti settori: industria, logistica, commercio e, più tardi, marketing.
L’arrivo nella vita quotidiana
Negli anni 2000, i codici QR iniziarono a comparire nella pubblicità, sulle confezioni e sulle riviste.
Tuttavia, il loro utilizzo rimase limitato perché era ancora necessario installare un’app specifica per poterli leggere.
La svolta arrivò intorno al 2017–2018, quando Apple e Android integrarono la scansione dei codici QR direttamente nella fotocamera.
Da quel momento, bastava inquadrare il codice per aprire un link, un menu o un modulo — senza bisogno di installare nulla.
L’esplosione durante la pandemia
La pandemia di COVID-19 ha reso il codice QR uno strumento essenziale.
Menu digitali, moduli di tracciamento, certificati sanitari, pagamenti contactless — tutto passava attraverso questi piccoli quadrati bianchi e neri.
In pochi mesi, miliardi di persone hanno riscoperto la semplicità e la potenza di questo sistema.
Da allora, i codici QR sono diventati parte integrante della vita quotidiana: nei ristoranti, negli eventi, sulle vetrine, sui biglietti da visita e persino nei musei.
Il codice QR oggi: uno strumento universale
Oggi il codice QR è molto più di un semplice link.
Può contenere:
- indirizzi web
- informazioni di contatto (vCard)
- connessioni WiFi
- file, video o applicazioni
- perfino pagamenti contactless
La sua semplicità e versatilità lo rendono uno dei mezzi più rapidi per collegare il mondo fisico a quello digitale — in modo immediato e universale.
Un futuro sempre più connesso
Con la diffusione dell’Internet delle cose (IoT), i codici QR stanno continuando a evolversi.
Oggi esistono codici QR dinamici, che possono essere aggiornati o monitorati, e design personalizzati che integrano colori e loghi aziendali.
Nonostante la concorrenza di tecnologie come l’NFC, il codice QR mantiene un grande vantaggio:
👉 funziona ovunque, su qualsiasi dispositivo, senza app dedicate.
E domani, come saranno i codici QR?
Il futuro del codice QR si preannuncia promettente.
Con il continuo sviluppo degli smartphone e dei dispositivi connessi, i codici QR diventeranno più intelligenti, più belli e più utili.
Già oggi vediamo codici QR colorati o integrati nei loghi, perfettamente adattati all’identità visiva di un brand.
In futuro potrebbero essere animati o interattivi, presenti su schermi digitali, vetrine o prodotti connessi.
Inoltre, i codici QR avranno un ruolo chiave nella tracciabilità dei prodotti (alimentari, medici o logistici) e nella verifica dell’autenticità.
In breve, il codice QR è destinato a restare: semplicemente diventerà parte sempre più naturale della nostra vita digitale.
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Scopri di più sui codici QR –> wikipedia